Consiglio di Stato e Giunta Formigoni

Milano: vittoria delle donne, delle associazioni, e della legalità. Il Consiglio di Stato con la sentenza n. 3670 di ieri ha ribadito importanti principi: l’assenza delle donne dalle giunte degli enti locali costituisce violazione delle  legge vigenti che vogliono un riequilibrio di genere anche negli enti locali. In Lombardia c’erano su 16 assessori, 15 uomini e 1 donna poi Il Presidente Formigoni ne ha inserita un’altra ma due donne su 16 componenti rendono la giunta illegittima. La sentenza è destinata ad avere effetti non solo in Lombardia ma su tantissimi altri esecutivi.

Grazie alle donne di Milano, alle Associazioni e alle avvocate che le hanno difese!

sentenza n. 3670

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Presidio davanti alla sede della Regione Lombardia

SNOQ Milano sarà in piazza anche la mattina dello stesso giorno per partecipare al presidio organizzato dalla Cgil davanti alla sede della Regione Lombardia.

Appuntamento a
Milano in via Melchiorre Gioia 37
dalle 9,30 alle 11

Saremo in piazza con il sindacato perché riteniamo che le politiche di questo governo – dall’innalzamento dell’età pensionabile alle mancate misure di sostegno al welfare – sono particolarmente penalizzanti per le donne, e perché là dove alcune misure “women-friendly” sono state introdotte, queste ci appaiono insufficienti (come nel caso della paternità obbligatoria) o inefficaci (vedi proposta sulle dimissioni in bianco).

Saremo in piazza perché vogliamo combattere la precarietà, che colpisce in particolare le giovani donne, togliendo loro il diritto al lavoro e a una vita libera e dignitosa.

Saremo in piazza perché, a fronte di una Giunta regionale che ha più inquisiti che donne, riteniamo grave il fatto che coloro sospettati di pesanti reati continuino a rappresentare le istituzioni democratiche. Anche grazie all’azione delle donne, la Giunta è stata costretta a un rimpasto ma crediamo che ciò non sia sufficiente. Al contrario, riteniamo che il Presidente Formigoni debba trarre le conseguenze politiche e dimettersi, dando la parola al voto delle cittadine e dei cittadini. Anche in Lombardia possiamo voltare pagina e ridare dignità e speranza nel futuro, soprattutto alle giovani generazioni.

Se non ora quando Milano

A FORMIGONI NON RESTANO CHE “PICCOLI RIMPASTI” DI FINE STAGIONE

LE DONNE DI SE NON ORA QUANDO: A FORMIGONI NON RESTANO CHE “PICCOLI RIMPASTI” DI FINE STAGIONE

COMUNICATO STAMPA

Milano 18 aprile 2012 – Le donne del comitato Se non ora quando Milano non hanno apprezzato la sfrontatezza con la quale il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha commentato il rimpasto della sua Giunta, dopo i guai giudiziari che hanno coinvolto diversi Assessori e Consiglieri regionali.
“Eccepisco sul fatto che i Tribunali debbano interferire in maniera così pesante sulla composizione delle giunte”, ha detto.

No Signor Presidente, non sono solo i Tribunali – peraltro pienamente titolati a far rispettare le leggi e lo Statuto da lei proposto e approvato – ad obbligarla: c’è una recente sentenza della Corte Costituzionale (n. 81 del 2012) e, ancora prima un pronunciamento del Consiglio di Stato che non lascia adito a dubbi: ”.va posto fine al perpetuarsi del costume, improponibile prima sul piano culturale e civile che su quello giuridico, di affermare grandi e importanti principi di civiltà avanzata per poi disattenderli puntualmente in fase applicativa” (Sentenza n. 4502 del 27 luglio 2011, sezione V, Consiglio di Stato).

Vogliamo dirle che le associazioni delle donne che hanno promosso i ricorsi non demorderanno, anzi, ne stanno preparando uno nuovo; ci teniamo ad aggiungere che lo Statuto della Regione Lombardia non si è materializzato dal nulla ma è frutto di un lungo lavoro del Consiglio regionale che, nel 2007, anno europeo delle pari opportunità, ha consultato anche le associazioni delle donne.
Non può dunque Formigoni lamentarsi che i giudici gli chiedano di rispettare una norma che egli stesso si è dato (art. 11 Legge Regionale Statutaria 30.8.2008, n. 1), oltre ai principi fondamentali a cui attenersi, a partire dall’ art. 51 della Costituzione.
Infine ricordiamo che gli stessi principi sono sanciti dal codice delle pari opportunità e dalla Comunità europea, e che fra questi spicca, insieme al divieto assoluto di qualunque discriminazione, il dovere di parità dei generi sancito sotto diversi profili.
Per questo non ci fermeremo di fronte a questo misero 20% e continueremo a rivendicare l’applicazione del 50e50.

Comitato Se non ora quando Milano